o Nome botanico: LAURUS NOBILE.
o Famiglia: lauracee.
o Descrizione: pianta sempreverde dalla chioma densa e conica, che raggiunge
l’altezza massima di 20 metri, è coltivata anche in vaso e come arbusto. Ha
foglie lanceolate, di colore verde scuro, piccoli fiori gialli, poco appariscenti e
bacche nere lucenti (potenzialmente tossiche). Le sue foglie, dal profumo
molto aromatico, sono utilizzate per condire i cibi. Bisogna fare attenzione a
non confondere l’alloro con il lauroceraso (una pianta di aspetto piuttosto
simile), le cui foglie sono velenose.
o Distribuzione: è tipico delle regioni mediterranee ed è largamente coltivato
in Spagna, Francia, Italia, Medio Oriente.
o La parte utilizzata per estrarre l’olio esenziale sono le foglie.
o Componenti principali: 1,8 – cineolo (ossidi), linalolo, geraniolo (alcoli)
pinene (monoterpeni), eugenolo, metileugenolo (fenoli).
o Profumo: fresco, legnoso, speziato, con tonalità canforacea.
o Colore: giallo verdastro.
o Energia: moderatamente yang.
o Simbologia planetaria: Sole.
o Proprietà: antisettico, antispasmodico, espettorante, sudorifero,
antireumatico, analgesico, digestivo, riequilibrante del sistema nervoso,
ispettorepellente.
o Indicazioni generali: dolori reumatici e muscolari, tosse influenze e infezioni
delle prime vie aeree, disturbi digestivi, inappetenza, pelle grassa, acne,
caduta di capelli, allontanamento degli insetti.
o Avvertenze: può essere potenzialmente allergizzante per la pelle; da usarsi
moderatamente a causa dei possibili effetti narcotici attribuiti al
metileugenolo; per questo motivo se ne sconsiglia l’uso per via orale, da
evitarsi in gravidanza.
L’alloro è una pianta solare, per i Greci e i Romani era consacrato ad Apollo e
associato a una ninfa, Dafne (in greco “lauro” nome femminile). Nel mito classico
narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, si racconta che Dafne era una ninfa,figlia di
un fiume, Peneo. Questa di consacrò alla casta Artemide, rifiutava tutti i
pretendenti che la chiedevano in sposa, preferendo vivere nei boschi. Un giorno
Apollo, che si era preso gioco di Eros, il dio dell’amore, per vendetta fu colpito da
una sua freccia d’oro che lo fece ardere di passione per Dafne, mentre questa fu
colpita da una freccia di piombo, che la rese insensibile alle sue profferte. Rincorsa
da Apollo che già la sta per raggiungere, Dafne invoca il padre affinché la salvi e
questi la tramuta in arbusto d’alloro. Apollo promette allora che, non potendo
essere sua sposa, sarebbe stata per sempre la sua pianta e se ne orna i capelli, la
lira e la faretra. Dafne, colpita dalla freccia di piombo, è la metafora della psiche
umana, incatenata al proprio Io e alle proprie pulsioni, riluttante al processo di
evoluzione e trasformazione. Nella metamorfosi Dafne perde la sua natura
“plumbea” e si trasforma in pianta, ovvero, aria, perché ogni albero dalla vasta
chioma è collegato all’elemento aria. Dafne -lauro, diventando la pianta d’Apollo,
cede infine al dio e diventa aria impregnata del fuoco dello spirito, ossia sapienza.
L’albero di Apollo, dio luminoso, associato al simbolismo dell’intelletto terso, puro,
non può essere profetico: nel tempio di Delfi consacrato ad Apollo, la sua
sacerdotessa, la Pizia, masticava foglie di alloro per favorire lo stato di trance in
cui vaticinava. Nell’antichità l’alloro era, infatti, chiamato “pianta profetica”, poiché
era attribuita al dio che “sa quel che sarà, che fu ed è”. Rami d’alloro venivano
bruciati per ipnotizzarsi al loro crepitio e intuire il futuro. Il fuoco ottenuto
dall’alloro era anche un fuoco purificante, che poteva allontanare gli spiriti
perversi. Alberi d’alloro erano piantati attorno ai templi, affinché il loro profumo
purificasse il corpo e lo spirito. Molti rituali religiosi di purificazione e d’iniziazione
imponevano la presenza dell’alloro. I medici dell’antichità consigliavano a chi era
sofferente di passeggiare in questi sacri boschetti, respirando profondamente il
profumo delle piante e toccando le foglie affinché l’energia risanatrice connessa al
sole, apportatore di vita e di luce, penetrasse nel sangue e aiutasse ad aumentare
le forze e a combattere le malattie. Infatti, Apollo è anche il dio della medicina e la
sua pianta non poteva non possedere qualità terapeutiche.
Questa pianta offre un olio essenziale dalle molteplici proprietà. Tonifica l’organismo e la mente; ha notevoli proprietà
antisettiche, antireumatiche e digestive. Come simbolo della psiche ispirata dalla
sapienza divina, questa pianta può aiutare la mente a elevarsi al di sopra della
coscienza ordinaria. Certo, non donerà il potere della divinazione,ma potrà
risvegliare l’ispirazione, la creatività (dono delle Muse) quando esse languono o
sono soffocate da uno stile di vita appiattito. Gli antichi si recavano nei sacri boschi
per sentire “il respiro del dio” nel profumo della pianta a lui consacrata; allo stesso
modo anche noi possiamo, più modestamente, inalare il profumo dell’olio esenziale
di Dafne – lauro per evocare in noi quelle stesse energie senza tempo: l’aroma
dell’alloro carico di attribuzioni solari, può essere capace, oggi come allora di
suscitare il “ricordo” archetipico della forza del dio, ripercuotendosi nell’animo della
persona e attivando i processi psichici corrispondenti. Nei momenti in cui se ne
avverte la necessità, ci si può cingere, metaforicamente, il capo di alloro
utilizzando i diffusore di aromi oppure un paio di gocce di essenza diluite da
massaggiare a livello della fronte e delle tempie. Ci aiuterà a metterci in contatto
con le nostre fonti interiori di fantasia e creatività, attenuerà la pesantezza e il mal
di testa, decongestionerà le mucose nasali. Oltre alla sua azione tonificante e
purificante delle funzioni psichiche, l’alloro è utile per massaggi de-contratturanti e
piacevolmente riscaldanti alla presenza di tensioni e dolori muscolari e articolari.
Rinforza le difese dell’organismo e combatte le infezioni. Può essere frizionato
(sempre diluito) sul torace in caso di tosse o malattie da raffreddamento.
Combatte l’untuosità del cuoio capelluto e la forfora, stimola l’attività dei follicoli
piliferi in caso di tendenza alla caduta dei capelli. Poche gocce aggiunte all’acqua
del bagno o in un pediluvio rinfrescano, tonificano deodorano e tolgono la
stanchezza. Le foglie d’alloro strofinate sul pelo degli animali aiutano a tenere
lontani gli insetti e i parassiti.
Quando si raccoglie:
Le foglie sono più ricche di principi attivi in primavera, mentre i frutti in autunno, a completa maturazione.
FITOESTRAZIONI
USO INTERNO
Infuso di foglie: 2-3 foglie in 100 ml di acqua bollente; tenere in infusione 10’; 2-3 volte al dì.
Decotto di foglie: 2-3 foglie in 100 ml di acqua fredda, fare bollire 3’ e lasciare macerare per 10’; 1-2 volte al dì.
Decotto di frutti: 5-8 gr di drupe per 1 lt di acqua; bollire 1’; lasciare macerare per 10’, 2-3 tazze al dì.
Tintura: 20 gr di frutti in polvere, in 100 ml di alcool a 60° a macero per 15 giorni. Dose: ½ cucchiaino, fino a 3 volte al dì prima dei pasti.
Sciroppo: (da somministrare dopo i 4 anni di età): in ogni 100 ml di acqua, si sciolgono a fuoco moderato, 180 gr di zucchero integrale, ad ogni 100 ml di soluzione così ottenuta si aggiungono a freddo, 50 gr di tintura di frutti di alloro. E’ preferibile che lo sciroppo così ottenuto venga diviso in piccoli contenitori di vetro da tenere nello scomparto verdure del frigo.
Liquore di frutti: versare in acqua bollente 1 kg di frutti maturi (neri) di alloro e mantenerli in infusione per 2 ore per sgrassarli; dopo si asciugano e si versano in un vaso contenente 1 lt di alcool a 95° e si lasciano macerare per 1 mese agitando ogni giorno. Alla scadenza vi si versa a freddo uno sciroppo preparato con 1 lt di acqua e 750 gr di zucchero integrale; si mescola per qualche minuto e si filtra. Si tappa e si serve dopo una stagionatura di 3 mesi. E’ efficace nel raffreddore.
Liquore di foglie: mettere in un fiasco 50 foglie di alloro sbriciolate e 1 lt di alcool a 95° e lasciare macerare per 28 giorni agitando quotidianamente. Trascorso questo periodo si versano in 1 lt e mezzo di acqua calda 750 gr di zucchero integrale e si mescola. Quando lo sciroppo è a t. ambiente, si aggiunge l’alcool con le foglie e si lascia riposare una settimana. Dopo di che si filtra, si tappa e si serve freddo, dopo una stagionatura di 2 mesi. E’ un ottimo digestivo.
Digestivo: la presenza nelle foglie di sostanze amare e di O.E. induce con meccanismo misto (chimico e nervoso riflesso) un aumento della secrezione salivare e gastrica e quindi un miglioramento delle capacità digestive e assimilative del soggetto. Una tazza dell’infuso di foglie prima dei pasti principali per 2-3 settimane; si può ripetere ogni 2 mesi. Ovviamente è basilare rivedere criteri alimentari, stile di vita e pensare positivamente.
Nell’influenza e nel raffreddore: la polvere dei frutti disseccati o anche il liquore dei frutti di lauro.
Nelle mestruazioni dolorose: 2 tazze al giorno di infuso foglie per una settimana prima e durante le mestruazioni.
Antispasmodico del tratto digerente: si può utilizzare da solo o come componente di questa efficace miscela: Melissa foglie gr 40 Basilico foglie gr 30 Alloro foglie gr 20 Timo foglie gr 20 Tre cucchiai di miscela in infusione in ½ litro di acqua. Bere una tazza prima e dopo i pasti.
Nella bronchite acuta: entra come importante componente in questa valida formula: Alloro frutti, poligala radice, issopo sommità, menta piperita foglie: di ognuno gr 30. infusione di 1 cucchiaio di miscela per tazza di acqua bollente. Bere tre tazze al dì.
Antisettico cavo oro faringeo: gargarismi decotto foglie, più volte al giorno.
Avvertenze e controindicazioni: l’O. E. causato con moderazione sia a causa dei possibili effetti narcotici attribuiti al metileugenolo e sia perché può provocare dermatiti allergiche da contatto in soggetti predisposti. Non bisogna confondere le sue foglie e frutti con quelle del lauroceraso che sono tossiche. Lo sciroppo non va usato in caso di lesioni interne (Baroni). Le donne in gravidanza dovrebbero evitarne l’assunzione in quantità medicinali; anche se non è stata riscontrata la presenza di stimolatori uterini la pianta è stata usata per migliaia di anni con questo scopo (M. Castleman).
USO ESTERNO
Olio essenziale: è ricavato dalla distillazione in corrente di vapore delle foglie essiccate e dei rametti. Si può ricavare un O.E. anche dalla distillazione delle drupe.
Unguento laurino: frantumare una certa quantità di frutti secchi di A., versarli in un’adeguata quantità di acqua e bollire per 30’. Si lascia raffreddare e si vedrà galleggiare dell’olio che si raccoglierà col contagocce e si mescolerà con un egual peso di strutto fresco fino ad ottenerne una pomata omogenea. Il famoso Balsamo Fioravanti si ottiene aggiungendo all’unguento laurino poche gocce di O.E. di cajeput, ginepro e trementina e viene usato per frizionare soprattutto nella pratica veterinaria. (G. Negri).
Oleolito di foglie: sminuzzare finemente 100 gr di foglie secche di A. e macerare per 24 ore in 100 gr di alcool a 95°. Versare il tutto in 1 litro di olio d’oliva e cuocere a bagno-maria a fuoco moderato per 6 ore. Colare e conservare in una bottiglia di vetro scuro al freddo.
Oleolito di frutti: versare gr 200 di frutti di alloro frantumati in un contenitore di vetro scuro contenente 1 lt di olio d’olive; si consigliano 15 giorni di macerazione esponendo il vaso al sole o in mancanza vicino ad una moderata fonte di calore.
Decotto di foglie per bagno e pediluvio: mettere un pugno di foglie di alloro in una pentola di acqua fredda e fare bollire a fuoco lento per 20’. Questo decotto va quindi versato o nell’acqua della vasca da bagno o nel catino per il pediluvio. Si può utilizzare anche l’O.E. diluendone 20-25 gocce nell’acqua da bagno.
Traumatologia sportiva e accidentale: L’oleolito dei frutti è efficace nelle ecchimosi, strappi, stiramenti muscolari, contusioni.
Reumatismo articolare: per un rapido sollievo, massaggiare con l’unguento laurico le parti affette dai dolori reumatici.
Bagno tonificante: per godere di un bagno profumato, deodorante e stimolante, versare il decotto di foglie nell’acqua calda della vasca da bagno, restare immersi almeno 15’, frizionare il corpo e infine fare una doccia tiepido-fredda e asciugarsi con un asciugamano ruvido.
Pediluvio: versare il decotto di foglie in un catino con acqua calda e immergervi i piedi per almeno 10 minuti. Va bene per piedi maleodoranti, stanchi e con sudorazione eccessiva.
Azione epitelifera: i fitoestratti stimolano la proliferazione dell’epitelio a seguito di lesioni e irritazioni della cute e si oppongono ai processi degenerativi a carico dell’epitelio di qualsiasi distretto (Lisetta Landoni). Infuso decotto delle foglie soprattutto in cataplasmi.
Antisettico respiratorio: per via inalatoria si utilizzano 10-15 gocce di O.E. in mezzo litro di acqua calda.
USO GASTRONOMICO
Le foglie di alloro aggiunte ai cibi hanno proprietà stimolanti la digestione, eupeptiche, carminative. E’ utile per es. a fine cottura dei legumi, aggiungere un po’ di foglie di alloro.
L’A. si usa anche come antiparassitario naturale contro gli insetti dai cereali e dai legumi; basta mettere qualche foglia nei contenitori di vetro.esercita inoltre un effetto repellente, per via del cineolo, sugli scrafaggi, a tal scopo spargere alcune foglie sbriciolate attorno agli armadietti della cucina.
o Famiglia: lauracee.
o Descrizione: pianta sempreverde dalla chioma densa e conica, che raggiunge
l’altezza massima di 20 metri, è coltivata anche in vaso e come arbusto. Ha
foglie lanceolate, di colore verde scuro, piccoli fiori gialli, poco appariscenti e
bacche nere lucenti (potenzialmente tossiche). Le sue foglie, dal profumo
molto aromatico, sono utilizzate per condire i cibi. Bisogna fare attenzione a
non confondere l’alloro con il lauroceraso (una pianta di aspetto piuttosto
simile), le cui foglie sono velenose.
o Distribuzione: è tipico delle regioni mediterranee ed è largamente coltivato
in Spagna, Francia, Italia, Medio Oriente.
o La parte utilizzata per estrarre l’olio esenziale sono le foglie.
o Componenti principali: 1,8 – cineolo (ossidi), linalolo, geraniolo (alcoli)
pinene (monoterpeni), eugenolo, metileugenolo (fenoli).
o Profumo: fresco, legnoso, speziato, con tonalità canforacea.
o Colore: giallo verdastro.
o Energia: moderatamente yang.
o Simbologia planetaria: Sole.
o Proprietà: antisettico, antispasmodico, espettorante, sudorifero,
antireumatico, analgesico, digestivo, riequilibrante del sistema nervoso,
ispettorepellente.
o Indicazioni generali: dolori reumatici e muscolari, tosse influenze e infezioni
delle prime vie aeree, disturbi digestivi, inappetenza, pelle grassa, acne,
caduta di capelli, allontanamento degli insetti.
o Avvertenze: può essere potenzialmente allergizzante per la pelle; da usarsi
moderatamente a causa dei possibili effetti narcotici attribuiti al
metileugenolo; per questo motivo se ne sconsiglia l’uso per via orale, da
evitarsi in gravidanza.
L’alloro è una pianta solare, per i Greci e i Romani era consacrato ad Apollo e
associato a una ninfa, Dafne (in greco “lauro” nome femminile). Nel mito classico
narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, si racconta che Dafne era una ninfa,figlia di
un fiume, Peneo. Questa di consacrò alla casta Artemide, rifiutava tutti i
pretendenti che la chiedevano in sposa, preferendo vivere nei boschi. Un giorno
Apollo, che si era preso gioco di Eros, il dio dell’amore, per vendetta fu colpito da
una sua freccia d’oro che lo fece ardere di passione per Dafne, mentre questa fu
colpita da una freccia di piombo, che la rese insensibile alle sue profferte. Rincorsa
da Apollo che già la sta per raggiungere, Dafne invoca il padre affinché la salvi e
questi la tramuta in arbusto d’alloro. Apollo promette allora che, non potendo
essere sua sposa, sarebbe stata per sempre la sua pianta e se ne orna i capelli, la
lira e la faretra. Dafne, colpita dalla freccia di piombo, è la metafora della psiche
umana, incatenata al proprio Io e alle proprie pulsioni, riluttante al processo di
evoluzione e trasformazione. Nella metamorfosi Dafne perde la sua natura
“plumbea” e si trasforma in pianta, ovvero, aria, perché ogni albero dalla vasta
chioma è collegato all’elemento aria. Dafne -lauro, diventando la pianta d’Apollo,
cede infine al dio e diventa aria impregnata del fuoco dello spirito, ossia sapienza.
L’albero di Apollo, dio luminoso, associato al simbolismo dell’intelletto terso, puro,
non può essere profetico: nel tempio di Delfi consacrato ad Apollo, la sua
sacerdotessa, la Pizia, masticava foglie di alloro per favorire lo stato di trance in
cui vaticinava. Nell’antichità l’alloro era, infatti, chiamato “pianta profetica”, poiché
era attribuita al dio che “sa quel che sarà, che fu ed è”. Rami d’alloro venivano
bruciati per ipnotizzarsi al loro crepitio e intuire il futuro. Il fuoco ottenuto
dall’alloro era anche un fuoco purificante, che poteva allontanare gli spiriti
perversi. Alberi d’alloro erano piantati attorno ai templi, affinché il loro profumo
purificasse il corpo e lo spirito. Molti rituali religiosi di purificazione e d’iniziazione
imponevano la presenza dell’alloro. I medici dell’antichità consigliavano a chi era
sofferente di passeggiare in questi sacri boschetti, respirando profondamente il
profumo delle piante e toccando le foglie affinché l’energia risanatrice connessa al
sole, apportatore di vita e di luce, penetrasse nel sangue e aiutasse ad aumentare
le forze e a combattere le malattie. Infatti, Apollo è anche il dio della medicina e la
sua pianta non poteva non possedere qualità terapeutiche.
Questa pianta offre un olio essenziale dalle molteplici proprietà. Tonifica l’organismo e la mente; ha notevoli proprietà
antisettiche, antireumatiche e digestive. Come simbolo della psiche ispirata dalla
sapienza divina, questa pianta può aiutare la mente a elevarsi al di sopra della
coscienza ordinaria. Certo, non donerà il potere della divinazione,ma potrà
risvegliare l’ispirazione, la creatività (dono delle Muse) quando esse languono o
sono soffocate da uno stile di vita appiattito. Gli antichi si recavano nei sacri boschi
per sentire “il respiro del dio” nel profumo della pianta a lui consacrata; allo stesso
modo anche noi possiamo, più modestamente, inalare il profumo dell’olio esenziale
di Dafne – lauro per evocare in noi quelle stesse energie senza tempo: l’aroma
dell’alloro carico di attribuzioni solari, può essere capace, oggi come allora di
suscitare il “ricordo” archetipico della forza del dio, ripercuotendosi nell’animo della
persona e attivando i processi psichici corrispondenti. Nei momenti in cui se ne
avverte la necessità, ci si può cingere, metaforicamente, il capo di alloro
utilizzando i diffusore di aromi oppure un paio di gocce di essenza diluite da
massaggiare a livello della fronte e delle tempie. Ci aiuterà a metterci in contatto
con le nostre fonti interiori di fantasia e creatività, attenuerà la pesantezza e il mal
di testa, decongestionerà le mucose nasali. Oltre alla sua azione tonificante e
purificante delle funzioni psichiche, l’alloro è utile per massaggi de-contratturanti e
piacevolmente riscaldanti alla presenza di tensioni e dolori muscolari e articolari.
Rinforza le difese dell’organismo e combatte le infezioni. Può essere frizionato
(sempre diluito) sul torace in caso di tosse o malattie da raffreddamento.
Combatte l’untuosità del cuoio capelluto e la forfora, stimola l’attività dei follicoli
piliferi in caso di tendenza alla caduta dei capelli. Poche gocce aggiunte all’acqua
del bagno o in un pediluvio rinfrescano, tonificano deodorano e tolgono la
stanchezza. Le foglie d’alloro strofinate sul pelo degli animali aiutano a tenere
lontani gli insetti e i parassiti.
Quando si raccoglie:
Le foglie sono più ricche di principi attivi in primavera, mentre i frutti in autunno, a completa maturazione.
FITOESTRAZIONI
USO INTERNO
Infuso di foglie: 2-3 foglie in 100 ml di acqua bollente; tenere in infusione 10’; 2-3 volte al dì.
Decotto di foglie: 2-3 foglie in 100 ml di acqua fredda, fare bollire 3’ e lasciare macerare per 10’; 1-2 volte al dì.
Decotto di frutti: 5-8 gr di drupe per 1 lt di acqua; bollire 1’; lasciare macerare per 10’, 2-3 tazze al dì.
Tintura: 20 gr di frutti in polvere, in 100 ml di alcool a 60° a macero per 15 giorni. Dose: ½ cucchiaino, fino a 3 volte al dì prima dei pasti.
Sciroppo: (da somministrare dopo i 4 anni di età): in ogni 100 ml di acqua, si sciolgono a fuoco moderato, 180 gr di zucchero integrale, ad ogni 100 ml di soluzione così ottenuta si aggiungono a freddo, 50 gr di tintura di frutti di alloro. E’ preferibile che lo sciroppo così ottenuto venga diviso in piccoli contenitori di vetro da tenere nello scomparto verdure del frigo.
Liquore di frutti: versare in acqua bollente 1 kg di frutti maturi (neri) di alloro e mantenerli in infusione per 2 ore per sgrassarli; dopo si asciugano e si versano in un vaso contenente 1 lt di alcool a 95° e si lasciano macerare per 1 mese agitando ogni giorno. Alla scadenza vi si versa a freddo uno sciroppo preparato con 1 lt di acqua e 750 gr di zucchero integrale; si mescola per qualche minuto e si filtra. Si tappa e si serve dopo una stagionatura di 3 mesi. E’ efficace nel raffreddore.
Liquore di foglie: mettere in un fiasco 50 foglie di alloro sbriciolate e 1 lt di alcool a 95° e lasciare macerare per 28 giorni agitando quotidianamente. Trascorso questo periodo si versano in 1 lt e mezzo di acqua calda 750 gr di zucchero integrale e si mescola. Quando lo sciroppo è a t. ambiente, si aggiunge l’alcool con le foglie e si lascia riposare una settimana. Dopo di che si filtra, si tappa e si serve freddo, dopo una stagionatura di 2 mesi. E’ un ottimo digestivo.
Digestivo: la presenza nelle foglie di sostanze amare e di O.E. induce con meccanismo misto (chimico e nervoso riflesso) un aumento della secrezione salivare e gastrica e quindi un miglioramento delle capacità digestive e assimilative del soggetto. Una tazza dell’infuso di foglie prima dei pasti principali per 2-3 settimane; si può ripetere ogni 2 mesi. Ovviamente è basilare rivedere criteri alimentari, stile di vita e pensare positivamente.
Nell’influenza e nel raffreddore: la polvere dei frutti disseccati o anche il liquore dei frutti di lauro.
Nelle mestruazioni dolorose: 2 tazze al giorno di infuso foglie per una settimana prima e durante le mestruazioni.
Antispasmodico del tratto digerente: si può utilizzare da solo o come componente di questa efficace miscela: Melissa foglie gr 40 Basilico foglie gr 30 Alloro foglie gr 20 Timo foglie gr 20 Tre cucchiai di miscela in infusione in ½ litro di acqua. Bere una tazza prima e dopo i pasti.
Nella bronchite acuta: entra come importante componente in questa valida formula: Alloro frutti, poligala radice, issopo sommità, menta piperita foglie: di ognuno gr 30. infusione di 1 cucchiaio di miscela per tazza di acqua bollente. Bere tre tazze al dì.
Antisettico cavo oro faringeo: gargarismi decotto foglie, più volte al giorno.
Avvertenze e controindicazioni: l’O. E. causato con moderazione sia a causa dei possibili effetti narcotici attribuiti al metileugenolo e sia perché può provocare dermatiti allergiche da contatto in soggetti predisposti. Non bisogna confondere le sue foglie e frutti con quelle del lauroceraso che sono tossiche. Lo sciroppo non va usato in caso di lesioni interne (Baroni). Le donne in gravidanza dovrebbero evitarne l’assunzione in quantità medicinali; anche se non è stata riscontrata la presenza di stimolatori uterini la pianta è stata usata per migliaia di anni con questo scopo (M. Castleman).
USO ESTERNO
Olio essenziale: è ricavato dalla distillazione in corrente di vapore delle foglie essiccate e dei rametti. Si può ricavare un O.E. anche dalla distillazione delle drupe.
Unguento laurino: frantumare una certa quantità di frutti secchi di A., versarli in un’adeguata quantità di acqua e bollire per 30’. Si lascia raffreddare e si vedrà galleggiare dell’olio che si raccoglierà col contagocce e si mescolerà con un egual peso di strutto fresco fino ad ottenerne una pomata omogenea. Il famoso Balsamo Fioravanti si ottiene aggiungendo all’unguento laurino poche gocce di O.E. di cajeput, ginepro e trementina e viene usato per frizionare soprattutto nella pratica veterinaria. (G. Negri).
Oleolito di foglie: sminuzzare finemente 100 gr di foglie secche di A. e macerare per 24 ore in 100 gr di alcool a 95°. Versare il tutto in 1 litro di olio d’oliva e cuocere a bagno-maria a fuoco moderato per 6 ore. Colare e conservare in una bottiglia di vetro scuro al freddo.
Oleolito di frutti: versare gr 200 di frutti di alloro frantumati in un contenitore di vetro scuro contenente 1 lt di olio d’olive; si consigliano 15 giorni di macerazione esponendo il vaso al sole o in mancanza vicino ad una moderata fonte di calore.
Decotto di foglie per bagno e pediluvio: mettere un pugno di foglie di alloro in una pentola di acqua fredda e fare bollire a fuoco lento per 20’. Questo decotto va quindi versato o nell’acqua della vasca da bagno o nel catino per il pediluvio. Si può utilizzare anche l’O.E. diluendone 20-25 gocce nell’acqua da bagno.
Traumatologia sportiva e accidentale: L’oleolito dei frutti è efficace nelle ecchimosi, strappi, stiramenti muscolari, contusioni.
Reumatismo articolare: per un rapido sollievo, massaggiare con l’unguento laurico le parti affette dai dolori reumatici.
Bagno tonificante: per godere di un bagno profumato, deodorante e stimolante, versare il decotto di foglie nell’acqua calda della vasca da bagno, restare immersi almeno 15’, frizionare il corpo e infine fare una doccia tiepido-fredda e asciugarsi con un asciugamano ruvido.
Pediluvio: versare il decotto di foglie in un catino con acqua calda e immergervi i piedi per almeno 10 minuti. Va bene per piedi maleodoranti, stanchi e con sudorazione eccessiva.
Azione epitelifera: i fitoestratti stimolano la proliferazione dell’epitelio a seguito di lesioni e irritazioni della cute e si oppongono ai processi degenerativi a carico dell’epitelio di qualsiasi distretto (Lisetta Landoni). Infuso decotto delle foglie soprattutto in cataplasmi.
Antisettico respiratorio: per via inalatoria si utilizzano 10-15 gocce di O.E. in mezzo litro di acqua calda.
USO GASTRONOMICO
Le foglie di alloro aggiunte ai cibi hanno proprietà stimolanti la digestione, eupeptiche, carminative. E’ utile per es. a fine cottura dei legumi, aggiungere un po’ di foglie di alloro.
L’A. si usa anche come antiparassitario naturale contro gli insetti dai cereali e dai legumi; basta mettere qualche foglia nei contenitori di vetro.esercita inoltre un effetto repellente, per via del cineolo, sugli scrafaggi, a tal scopo spargere alcune foglie sbriciolate attorno agli armadietti della cucina.
