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sabato

olio d'oliva per la pelle

Tornato di moda nella cosmesi naturale, l’olio di oliva trova consensi anche fra i dermatologi per la cura di difficili condizioni cutanee.



L’olio di oliva e' stato considerato dal tempo degli Egizi ad oggi, oltre che un alimento, un medicinale e un cosmetico dalle molteplici proprieta'.

Anticamente, veniva consigliato per la cosmesi naturale dei capelli e per il mantenimento del colore naturale oltre che per rimarginare le ferite, quando non esistevano i punti di sutura nonche' per il trattamento delle ustioni.


Da sempre l’olio e' stato usato come emolliente ammorbidente e anti-infiammatorio in tutti gli stati di secchezza e desquamazione cutanea.


Negli ultimi anni e' stato dimostrato che l’olio d’oliva ha una composizione in grassi (trigliceridi) molto simile al sebo della cute e tra i lipidi naturali e' quello con la maggiore affinita' per lo strato lipidico della pelle.

L’olio di oliva e' un grasso liquido a temperatura ambiente che e' costituito per circa il 98% da trigliceridi, che rappresentano la frazione saponificabile e per una minima parte, circa il 2%, da una frazione insaponificabile, cioe' di sostanze che non subiscono alcuna alterazione se sottoposte all’azione di alcali concentrati. I trigliceridi trattati a caldo con una sostanza alcalina come l’idrossido di sodio o potassio reagiscono formando i saponi, che sono i sali alcalini degli acidi grassi. Gli acidi grassi presenti in maggiore quantita' nell’olio di oliva sono l’acido oleico, l’acido linoleico e l’acido palmitico. Tra gli altri componenti, preziosi per la cute, ricordiamo il discreto contenuto di vitamine liposolubili quali la vitamina A e la vitamina E (mediamente intorno ai 150 mg/l), dalle note proprieta' antiossidanti.


La moderna dermocosmesi ha riscoperto e rivalutato tutte queste conosciute virtu' dell’olio d’oliva cercando di sfruttarne al meglio le singole proprieta'. In un’era di tecnologia esasperata, di invasione di cremine e detergenti industriali, di profumi, conservanti e coloranti, ecco quindi la comparsa di nuovi prodotti assolutamente naturali e paradossalmente… innovativi.


Dal bagno al massaggio, l’olio d’oliva, è un dono della natura prezioso e insostituibile.

Per le sue elevate proprieta' emollienti e ammorbidenti, trova largo impiego nei centri estetici. Oggi la scienza moderna non solo conferma le qualita' straordinarie dell'olio extravergine d'oliva, ma lo qualifica come il grasso migliore e piu' importante in campo dietetico, in medicina e in cosmetologia. Grazie alla vitamina E che contrasta l’invecchiamento delle cellule causato dai radicali liberi, la vitamina A che impedisce la secchezza delle mucose e alla vitamina D che permette una buona assunzione del calcio, la cosmesi scopre l’olio d’oliva anche per la cura esterna della pelle. Infatti l’olio, sostanza che meglio porta nutrimento e acidifica la cute, puo' essere utilizzato per impacchi, bagni, maschere ed emulsioni dopo-bagno. Secondo la tradizione e' anche valido contro la debolezza e la caduta dei capelli, perche' riesce a nutrire in profondita' il bulbo pilifero irrobustendolo. Usato regolarmente nel massaggio, regala una pelle luminosa, dall’aspetto rilassato.

lunedì

Cannella


o Nome botanico: cinnamomum zeylanicum
o Famiglia: Lauracee
o Profumo: caldo, speziato, dolce (nota di cuore-base)
o Colore: giallo che diventa più intenso con l’invecchiamento
o Energia: fortemente Yang
o Simbologia Planetaria: sole marte
o Proprietà: potente antisettico, stimolante della circolazione, riscaldante,
antispasmodico, digestivo, carminativo, antinfiammatorio, tonico e
stimolante generale, antiparassitario, stimola le mestruazioni, afrodisiaco
o Indicazioni principali: disturbi della circolazione, astenia fisica e sessuale,
depressione, spasmi digestivi, dolori muscolari, cellulite, influenza, infezioni
o Avvertenze: sia l’olio estratto dalla corteccia , sia l’olio essenziale estratto dalle foglie
allo stato puro sono molto irritanti per la pelle e le mucose e vanno utilizzati
molto diluiti (non superare la concentrazione dello 0,2-0,5%) Per via interna
ha una potenziale epatotossicità. Non utilizzare in gravidanza e nei bambini.

La cannella è una spezia molto conosciuta e apprezzata fin dall’antichità. Si
ottiene staccando ogni due anni la scorza dai rami e dalle estremità più giovani,
praticando incisioni circolari in corrispondenza dei nodi e riunendole con
un’incisione longitudinale: la corteccia si stacca in nastri aventi l’aspetto di cannelli
aperti, che vengono inseriti l’uno nell’altro e messi a essiccare.
In base allo spessore e all’aroma la spezia viene classificata in diverse qualità. La
qualità più pregiata è la cannella di Cylon.
Nel mondo classico si raccontavano storie fantastiche sulla provenienza della cannella: essa sarebbe stata trasportata da terre lontane e sconosciute da grandi volatili che se ne servivano per costruire il nido a ridosso di pareti scoscese e impraticabili oppure sugli alberi più alti. I
mercanti di spezie dovevano allora ingegnarsi e compiere imprese rocambolesche
per potersi procurare la pregiata spezia, che veniva perciò rivenduta a un prezzo
molto elevato. Sicchè era un aroma difficile da ottenere, quasi che si dovesse
percorrere un itinerario iniziatico disseminato di prove, per poterla raggiungere. La
cannella veniva considerata una pianta divina, al pari della mirra, dell’incenso e di
altre piante rituali ed era consacrata al sole.

La cannella rientra tra gli oli essenziali a maggiore azione antimicrobica, quelli che
furono chiamati da P.Belaiche “essenze maggiori”, come espressione di massima attività antimicrobica.
L’olio estratto dalla corteccia di cannella esercita un'azione ad ampio spettro nei confronti di batteri, funghi e virus. Tuttavia le possibilità di utilizzo sono limitate dal fatto che, come le altre “essenze magiori”, può risultare irritante per la pelle e le mucose, e va quindi usata con cautela.
La cannella è un'essenza caratterizzata dalle energie di fuoco, solari e marziane; per questo è calda, anzi bruciante,“combattiva” nei confronti delle aggressioni ( i microrganismi), ma anche aggressiva sulla pelle, stimolante generale e della circolazione. Come Marte, il dio della guerra, è poco diplomatica, ma agisce in modo forte e diretto; riscalda, mette in movimento le energia a livello fisico e mentale, corrobora. L’importanza della cannella in aromaterapia pertanto non risulta legata sono alla sua spiccata azione antisettica, ma anche alle sue doti stimolanti, tonificanti e riscaldanti sul fisico e alla significativa azione a livello psicologico.

Stimolando la circolazione sanguigna, risulta utile nel trattamento dei dolori
muscolari e articolari, soprattutto se aggravati dal freddo; ottima anche in presenza di
cellulite, piedi freddi e circolazione rallentata.
L’olio di cannella può essere aggiunto convenientemente ad altri oli per potenziare l’effetto. E’ molto importante non eccedere nelle quantità, proprio per evitare possibili irritazioni cutanee: sarà sufficiente 1 goccia di cannella per uno, due cucchiai d’olio vegetale.

Massaggiata sull’addome, stimola il funzionamento dell’apparato digerente, stimola
le mestruazioni e combatte gli spasmi dolorosi. Nei periodi di influenza può essere
diffusa nell’ambiente per purificare l’aria. Si possono effettuare vaporizzazioni in
caso di influenza o raffreddore con 1-2 gocce di cannella in associazione a 3-4
gocce di un olio essenziale dalle proprietà balsamiche ed espettoranti.

L’aroma caldo gioioso e avvolgente della cannella può aiutare, apportando il calore
del sole nei momenti bui dell’esistenza, in momenti di tristezza, paura, solitudine;
ha un effetto euforizzante e antidepressivo, combatte l’astenia fisica e mentale,
migliora la concentrazione e dissipa la sonnolenza. E’ anche considerata un’essenza afrodisiaca che stimola i sensi e riscalda il desiderio.

martedì

Lavanda


o Sinonimi: Lavanda officinale, lavanda comune
o Nome botanico: Lavandola Angustafoglia (sinonimi: L.officinalis, L.vera)
o Famiglia: labiate
o Descrizione: arbusto sempreverde a fusti eretti, non ramificati, la cui
sommità è provvista di foglie di colore verde cinerino, lineari; i fiori sono
raggruppati in sottili spighe di un bel colore blu - violetto.
o Altre specie: oltre alla lavanda vera, che è la varietà più pregiata per la sua
profumazione, distinguiamo la lavanda spica o spiga (lavandola latifoglia o
L.spica) detta anche spigo o spigonardo, che ha foglie più larghe e ruvide e
fiori di colore grigio- blu con calice più stretto; il lavandino (L.Hybrida),
sviluppatosi dall’incrocio tra la lavanda vera e la lavanda spica e che data la
sua natura di ibrido, si presenta in diverse varietà di forme; la lavanda steca
( L.stoechas) di cui si sconsiglia l’utilizzo in aromaterapia per i possibili effetti
tossici.
o Parti utilizzate per estrarre l’olio essenziale: le sommità fiorite (per
distillazione in corrente di vapore).
o Profumo: fresco, floreale, erbaceo,dolce, balsamico.(nota di cuore). La
lavanda spica ha odore di lavanda con tonalità più erbacea e canforacea. Il
lavandino ha odore fresco, erbaceo e floreale con tonalità canforacea.
o Colore: incolore o giallo pallido
o Energia: yang-yin
o Simbologia planetaria: Luna – Mercurio
o Proprietà: antinfiammatorio, decongestionante, antispasmodico, analgesico,
cicatrizzante, riequilibrante nervoso, rilassante, antidepressivo, antisettico,
antireumatico,ipotensivo, sudorifero, diuretico, stimolante biliare,
insettifugo.
o Indicazioni principali: nervosismo, disturbi del sonno, depressione, stress,
cefalea, spasmi, dolori muscolari, reumatismi, sciatalgie tendenza
all’aumento di pressione sanguigna, affezioni cutanee (acne, ferite, piccole
ustioni, arrossamenti, micosi, forfora, punture di insetto, piccole chiazze di
psoriasi), cura della pelle (indicata per tutti i tipi di pelle), nausea, influenza,
tosse, vertigini, mestruazioni dolorose, infiammazioni vaginali. La lavanda
spica e, in minor misura il lavandino, per la presenza di canfora e di 1,8
cineolo (30-40%nella lavanda spica) presentano più spiccate proprietà
antireumatiche (per il trattamento locale dei dolori reumatici e muscolari) e
mucolitiche, espettoranti (per il trattamento delle affezioni delle prime vie
respiratorie con vaporizzazioni). Non hanno proprietà calmanti come la
lavanda vera a causa del contenuto canforato. Gli effetti calmanti e rilassanti
della lavanda vera si manifestano utilizzandone piccole quantità.

La lavanda e il rosmarino appartengono
entrambi alla famiglia della Labiate e sono considerati legati per molti aspetti,
quasi “fratelli nell’aroma” in quanto rappresentano due polarità: una solare
(rosmarino) l’altra lunare (la lavanda) e i loro effetti sull’uomo si integrano molto
efficacemente Mentre nel primo prevalgono le componenti toniche e stimolanti, nel
caso della lavanda prevalgono gli effetti calmanti. La pianta di rosmarino si
presenta come un cespuglio dai rami rigidi, contratto e raccolta pieno di vigore;
la lavanda quasi non si presenta come un vero cespuglio, con le sue infiorescenze
aperte e ben poco legnose; l’apparato fogliare è contenuto e gli steli si elevano dal
suolo verso l’alto, simili a un candelabro per terminare con le lunghe spighe
floreali; se dal cespuglio di rosmarino emana una forza intensa e focosa, dalla
lavanda emana un senso di pace e di dolcezza.

Il nome lavanda deriva dal latino “lavandus” il gerundio di lavare e ha relazione
con termini che indicano il lavare la biancheria: il fiore veniva usato per
aromatizzare l’acqua per lavarsi e per profumare e tenere lontani gli insetti dalla
biancheria appena lavata. Nella finale “dula” del nome botanico è richiamato
l’aroma dolce. Ancora oggi il suo profumo lieve viene usato per impregnare
lenzuola e asciugamani e viene associato alla purezza, alla pulizia, al candore,
mentre il delicato blu – lilla dei fiori emana un senso di serenità e freschezza.

La sua spiga veniva considerata un amuleto per proteggere dalle
disgrazie e un talismano per propiziare prosperità e fecondità. Il tradizionale
utilizzo di pacchettini profumati di lavanda nei corredi delle spose è legato
verosimilmente non solo alle sue note proprietà insettifughe e aromatizzanti, ma ha
anche un significato più profondo, in quanto la lavanda è una pianta che esercita
una particolare influenza a livello della personalità femminile: essendo sotto il
governo della Luna essa è una “vera pianta per le donne”. Le sue spighe delicate
di fiorellini chiusi (così come vengono raccolti) richiamano l’immagine della donna
dalla personalità ancora in boccio, così come erano le giovani che un tempo
andavano spose e passavano, ancora quasi adolescenti, dalla casa del padre a
quella del marito, dove avrebbe dovuto, nel tempo più breve possibile “mutare”
dal punto di vista fisico, affettivo e sessuale,assumendo il ruolo di padrona di casa,
moglie e madre. Le spighe di lavanda, custodite in mezzo alla biancheria e alle
lenzuola, con il loro profumo equilibrante e rafforzante avrebbe accompagnato
queste giovani donne in questo radicale cambiamento esistenziale, aiutandole a
superare gli eventuali timori legati al cambiamento di ruolo e di responsabilità,
favorendo la loro maturazione psicosessuale. Questo ruolo della lavanda come
protettrice della donna si ritrova anche in culture diverse da quell’occidentale: in
Kabiria, infatti, le donne attribuiscono alla lavanda la proprietà di preservarle dai
possibili maltrattamenti da parte del marito.

L’olio essenziale di lavanda vera è
uno dei più usati in aromaterapia per la sua grande versatilità e tollerabilità.
L’azione antisettica risulta meno marcata rispetto agli oli provenienti da altre
piante della famiglia delle Labiate, ma la minore azione antisettica è accompagnata da un’importante effetto antinfiammatorio e
decongestionante e dall’assenza di effetti irritanti: tutto questo rende l’olio di
lavanda molto utile per il trattamento delle piccole problematiche di natura
infiammatoria a carico della pelle e delle mucose: è possibile favorire la guarigione
di tagli, ferite, punture di insetti, piccole ustioni, lesioni acneiche utilizzando l’olio
esenziale di lavanda vera per impacchi (alcune gocce in una tazza d’acqua bollita)
applicazioni locali per stimolare la rigenerazione cellulare(possono essere utilizzate
diluizioni dal 2 al 5% in olio di mandorle, oleolito di iperico, crema di calendula).
E’ adatta per il trattamento di tutti i tipi di pelle; combatte
l’eccesso di untuosità e mantiene i tessuti cutanei giovani ed elastici.
Per infiammazioni a carico del cavo
orale (afte, gengiviti) si possono aggiungere alcune gocce di lavanda a mezzo
bicchiere d’acqua per praticare degli sciacqui;
per affezioni delle vie respiratorie
con tosse e catarro la lavanda può essere utilizzata per praticare vaporizzazioni,
eventualmente in associazione con oli a spiccata azione espettorante (eucalipto,
cipresso, rosmarino , mirto)

Le virtù della lavanda di esplicano in modo
particolarmente felice a livello del sistema nervoso: come il rosmarino questa
rafforza il senso di identità personale, ma la sua tendenza è quella di dominare di
calmare l’eccesso di emotività. La lavanda “tonifica i nervi”, calma favorisce il
sonno, ma allo stesso tempo combatte la debolezza ed è vivificante. Svolge quindi
un effetto riequilibrante ed è indicata sia in situazioni in cui prevalgono ansia e
nervosismo, sia in momenti di malinconia, apatia e tristezza. Pianta mercuriana, è
indicata per il trattamento di tutti quegli squilibri legati allo stress che si
manifestano con insonnia, cefalea, innalzamento della pressione arteriosa,
palpitazione, spasmi digestivi.

Un bagno aromatico alla lavanda, la sera, al termine
della giornata lavorativa, aiuta a lasciar decantare tutte le stimolazioni ricevute nel
corso della giornata e a riarmonizzarsi, ritrovando la pace della mente e il contatto
con se stessi.
La lavanda aiuta anche ad addolcire un carattere troppo impulsivo e
irruente; diffusa nell’ambiente aiuta ad appianare i contrasti e crea un’atmosfera
distesa, che migliora l’umore e allevia lo stress. In presenza di mal di testa o
nervosismo due gocce di lavanda massaggiate in corrispondenza delle tempie, dei
polsi e della nuca alleviano il dolore e la tensione.
Gli effetti rilassanti dell’olio essenziale possono aiutare le persone che praticano la meditazione a raggiungere livelli più profondi di raccoglimento.
Per la sua delicatezza la lavanda rientra tra le essenze che possono essere impiegate per i bambini per i bagnetti e massaggi rilassanti per favorire il sonno, per impacchi
durante episodi febbrili, per unzioni al torace in presenza di tosse e influenza, per
applicazioni cutanee in caso di punture di insetti, per la liberazione nell’ambiente
con il diffusore d’aromi o l’umidificatore.
La lavanda, utilizzata come profumo personale, crea attorno alla persona un’aura dolcemente luminosa, che attrae energie esterne favorevoli.

giovedì

Alloro

o Sinonimi: lauro nobile,lauro dolce.
o Nome botanico: LAURUS NOBILE.
o Famiglia: lauracee.
o Descrizione: pianta sempreverde dalla chioma densa e conica, che raggiunge
l’altezza massima di 20 metri, è coltivata anche in vaso e come arbusto. Ha
foglie lanceolate, di colore verde scuro, piccoli fiori gialli, poco appariscenti e
bacche nere lucenti (potenzialmente tossiche). Le sue foglie, dal profumo
molto aromatico, sono utilizzate per condire i cibi. Bisogna fare attenzione a
non confondere l’alloro con il lauroceraso (una pianta di aspetto piuttosto
simile), le cui foglie sono velenose.
o Distribuzione: è tipico delle regioni mediterranee ed è largamente coltivato
in Spagna, Francia, Italia, Medio Oriente.
o La parte utilizzata per estrarre l’olio esenziale sono le foglie.
o Componenti principali: 1,8 – cineolo (ossidi), linalolo, geraniolo (alcoli)
pinene (monoterpeni), eugenolo, metileugenolo (fenoli).
o Profumo: fresco, legnoso, speziato, con tonalità canforacea.
o Colore: giallo verdastro.
o Energia: moderatamente yang.
o Simbologia planetaria: Sole.
o Proprietà: antisettico, antispasmodico, espettorante, sudorifero,
antireumatico, analgesico, digestivo, riequilibrante del sistema nervoso,
ispettorepellente.
o Indicazioni generali: dolori reumatici e muscolari, tosse influenze e infezioni
delle prime vie aeree, disturbi digestivi, inappetenza, pelle grassa, acne,
caduta di capelli, allontanamento degli insetti.
o Avvertenze: può essere potenzialmente allergizzante per la pelle; da usarsi
moderatamente a causa dei possibili effetti narcotici attribuiti al
metileugenolo; per questo motivo se ne sconsiglia l’uso per via orale, da
evitarsi in gravidanza.


L’alloro è una pianta solare, per i Greci e i Romani era consacrato ad Apollo e
associato a una ninfa, Dafne (in greco “lauro” nome femminile). Nel mito classico
narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, si racconta che Dafne era una ninfa,figlia di
un fiume, Peneo. Questa di consacrò alla casta Artemide, rifiutava tutti i
pretendenti che la chiedevano in sposa, preferendo vivere nei boschi. Un giorno
Apollo, che si era preso gioco di Eros, il dio dell’amore, per vendetta fu colpito da
una sua freccia d’oro che lo fece ardere di passione per Dafne, mentre questa fu
colpita da una freccia di piombo, che la rese insensibile alle sue profferte. Rincorsa
da Apollo che già la sta per raggiungere, Dafne invoca il padre affinché la salvi e
questi la tramuta in arbusto d’alloro. Apollo promette allora che, non potendo
essere sua sposa, sarebbe stata per sempre la sua pianta e se ne orna i capelli, la
lira e la faretra. Dafne, colpita dalla freccia di piombo, è la metafora della psiche
umana, incatenata al proprio Io e alle proprie pulsioni, riluttante al processo di
evoluzione e trasformazione. Nella metamorfosi Dafne perde la sua natura
“plumbea” e si trasforma in pianta, ovvero, aria, perché ogni albero dalla vasta
chioma è collegato all’elemento aria. Dafne -lauro, diventando la pianta d’Apollo,
cede infine al dio e diventa aria impregnata del fuoco dello spirito, ossia sapienza.
L’albero di Apollo, dio luminoso, associato al simbolismo dell’intelletto terso, puro,
non può essere profetico: nel tempio di Delfi consacrato ad Apollo, la sua
sacerdotessa, la Pizia, masticava foglie di alloro per favorire lo stato di trance in
cui vaticinava. Nell’antichità l’alloro era, infatti, chiamato “pianta profetica”, poiché
era attribuita al dio che “sa quel che sarà, che fu ed è”. Rami d’alloro venivano
bruciati per ipnotizzarsi al loro crepitio e intuire il futuro. Il fuoco ottenuto
dall’alloro era anche un fuoco purificante, che poteva allontanare gli spiriti
perversi. Alberi d’alloro erano piantati attorno ai templi, affinché il loro profumo
purificasse il corpo e lo spirito. Molti rituali religiosi di purificazione e d’iniziazione
imponevano la presenza dell’alloro. I medici dell’antichità consigliavano a chi era
sofferente di passeggiare in questi sacri boschetti, respirando profondamente il
profumo delle piante e toccando le foglie affinché l’energia risanatrice connessa al
sole, apportatore di vita e di luce, penetrasse nel sangue e aiutasse ad aumentare
le forze e a combattere le malattie. Infatti, Apollo è anche il dio della medicina e la
sua pianta non poteva non possedere qualità terapeutiche.


Questa pianta offre un olio essenziale dalle molteplici proprietà. Tonifica l’organismo e la mente; ha notevoli proprietà
antisettiche, antireumatiche e digestive. Come simbolo della psiche ispirata dalla
sapienza divina, questa pianta può aiutare la mente a elevarsi al di sopra della
coscienza ordinaria. Certo, non donerà il potere della divinazione,ma potrà
risvegliare l’ispirazione, la creatività (dono delle Muse) quando esse languono o
sono soffocate da uno stile di vita appiattito. Gli antichi si recavano nei sacri boschi
per sentire “il respiro del dio” nel profumo della pianta a lui consacrata; allo stesso
modo anche noi possiamo, più modestamente, inalare il profumo dell’olio esenziale
di Dafne – lauro per evocare in noi quelle stesse energie senza tempo: l’aroma
dell’alloro carico di attribuzioni solari, può essere capace, oggi come allora di
suscitare il “ricordo” archetipico della forza del dio, ripercuotendosi nell’animo della
persona e attivando i processi psichici corrispondenti. Nei momenti in cui se ne
avverte la necessità, ci si può cingere, metaforicamente, il capo di alloro
utilizzando i diffusore di aromi oppure un paio di gocce di essenza diluite da
massaggiare a livello della fronte e delle tempie. Ci aiuterà a metterci in contatto
con le nostre fonti interiori di fantasia e creatività, attenuerà la pesantezza e il mal
di testa, decongestionerà le mucose nasali. Oltre alla sua azione tonificante e
purificante delle funzioni psichiche, l’alloro è utile per massaggi de-contratturanti e
piacevolmente riscaldanti alla presenza di tensioni e dolori muscolari e articolari.
Rinforza le difese dell’organismo e combatte le infezioni. Può essere frizionato
(sempre diluito) sul torace in caso di tosse o malattie da raffreddamento.
Combatte l’untuosità del cuoio capelluto e la forfora, stimola l’attività dei follicoli
piliferi in caso di tendenza alla caduta dei capelli. Poche gocce aggiunte all’acqua
del bagno o in un pediluvio rinfrescano, tonificano deodorano e tolgono la
stanchezza. Le foglie d’alloro strofinate sul pelo degli animali aiutano a tenere
lontani gli insetti e i parassiti.


Quando si raccoglie:
Le foglie sono più ricche di principi attivi in primavera, mentre i frutti in autunno, a completa maturazione.


FITOESTRAZIONI

USO INTERNO
Infuso di foglie: 2-3 foglie in 100 ml di acqua bollente; tenere in infusione 10’; 2-3 volte al dì.
Decotto di foglie: 2-3 foglie in 100 ml di acqua fredda, fare bollire 3’ e lasciare macerare per 10’; 1-2 volte al dì.
Decotto di frutti: 5-8 gr di drupe per 1 lt di acqua; bollire 1’; lasciare macerare per 10’, 2-3 tazze al dì.
Tintura: 20 gr di frutti in polvere, in 100 ml di alcool a 60° a macero per 15 giorni. Dose: ½ cucchiaino, fino a 3 volte al dì prima dei pasti.
Sciroppo: (da somministrare dopo i 4 anni di età): in ogni 100 ml di acqua, si sciolgono a fuoco moderato, 180 gr di zucchero integrale, ad ogni 100 ml di soluzione così ottenuta si aggiungono a freddo, 50 gr di tintura di frutti di alloro. E’ preferibile che lo sciroppo così ottenuto venga diviso in piccoli contenitori di vetro da tenere nello scomparto verdure del frigo.
Liquore di frutti: versare in acqua bollente 1 kg di frutti maturi (neri) di alloro e mantenerli in infusione per 2 ore per sgrassarli; dopo si asciugano e si versano in un vaso contenente 1 lt di alcool a 95° e si lasciano macerare per 1 mese agitando ogni giorno. Alla scadenza vi si versa a freddo uno sciroppo preparato con 1 lt di acqua e 750 gr di zucchero integrale; si mescola per qualche minuto e si filtra. Si tappa e si serve dopo una stagionatura di 3 mesi. E’ efficace nel raffreddore.
Liquore di foglie: mettere in un fiasco 50 foglie di alloro sbriciolate e 1 lt di alcool a 95° e lasciare macerare per 28 giorni agitando quotidianamente. Trascorso questo periodo si versano in 1 lt e mezzo di acqua calda 750 gr di zucchero integrale e si mescola. Quando lo sciroppo è a t. ambiente, si aggiunge l’alcool con le foglie e si lascia riposare una settimana. Dopo di che si filtra, si tappa e si serve freddo, dopo una stagionatura di 2 mesi. E’ un ottimo digestivo.

Digestivo: la presenza nelle foglie di sostanze amare e di O.E. induce con meccanismo misto (chimico e nervoso riflesso) un aumento della secrezione salivare e gastrica e quindi un miglioramento delle capacità digestive e assimilative del soggetto. Una tazza dell’infuso di foglie prima dei pasti principali per 2-3 settimane; si può ripetere ogni 2 mesi. Ovviamente è basilare rivedere criteri alimentari, stile di vita e pensare positivamente.
Nell’influenza e nel raffreddore: la polvere dei frutti disseccati o anche il liquore dei frutti di lauro.
Nelle mestruazioni dolorose: 2 tazze al giorno di infuso foglie per una settimana prima e durante le mestruazioni.
Antispasmodico del tratto digerente: si può utilizzare da solo o come componente di questa efficace miscela: Melissa foglie gr 40 Basilico foglie gr 30 Alloro foglie gr 20 Timo foglie gr 20 Tre cucchiai di miscela in infusione in ½ litro di acqua. Bere una tazza prima e dopo i pasti.
Nella bronchite acuta: entra come importante componente in questa valida formula: Alloro frutti, poligala radice, issopo sommità, menta piperita foglie: di ognuno gr 30. infusione di 1 cucchiaio di miscela per tazza di acqua bollente. Bere tre tazze al dì.
Antisettico cavo oro faringeo: gargarismi decotto foglie, più volte al giorno.

Avvertenze e controindicazioni: l’O. E. causato con moderazione sia a causa dei possibili effetti narcotici attribuiti al metileugenolo e sia perché può provocare dermatiti allergiche da contatto in soggetti predisposti. Non bisogna confondere le sue foglie e frutti con quelle del lauroceraso che sono tossiche. Lo sciroppo non va usato in caso di lesioni interne (Baroni). Le donne in gravidanza dovrebbero evitarne l’assunzione in quantità medicinali; anche se non è stata riscontrata la presenza di stimolatori uterini la pianta è stata usata per migliaia di anni con questo scopo (M. Castleman).

USO ESTERNO
Olio essenziale: è ricavato dalla distillazione in corrente di vapore delle foglie essiccate e dei rametti. Si può ricavare un O.E. anche dalla distillazione delle drupe.
Unguento laurino: frantumare una certa quantità di frutti secchi di A., versarli in un’adeguata quantità di acqua e bollire per 30’. Si lascia raffreddare e si vedrà galleggiare dell’olio che si raccoglierà col contagocce e si mescolerà con un egual peso di strutto fresco fino ad ottenerne una pomata omogenea. Il famoso Balsamo Fioravanti si ottiene aggiungendo all’unguento laurino poche gocce di O.E. di cajeput, ginepro e trementina e viene usato per frizionare soprattutto nella pratica veterinaria. (G. Negri).
Oleolito di foglie: sminuzzare finemente 100 gr di foglie secche di A. e macerare per 24 ore in 100 gr di alcool a 95°. Versare il tutto in 1 litro di olio d’oliva e cuocere a bagno-maria a fuoco moderato per 6 ore. Colare e conservare in una bottiglia di vetro scuro al freddo.
Oleolito di frutti: versare gr 200 di frutti di alloro frantumati in un contenitore di vetro scuro contenente 1 lt di olio d’olive; si consigliano 15 giorni di macerazione esponendo il vaso al sole o in mancanza vicino ad una moderata fonte di calore.
Decotto di foglie per bagno e pediluvio: mettere un pugno di foglie di alloro in una pentola di acqua fredda e fare bollire a fuoco lento per 20’. Questo decotto va quindi versato o nell’acqua della vasca da bagno o nel catino per il pediluvio. Si può utilizzare anche l’O.E. diluendone 20-25 gocce nell’acqua da bagno.

Traumatologia sportiva e accidentale: L’oleolito dei frutti è efficace nelle ecchimosi, strappi, stiramenti muscolari, contusioni.
Reumatismo articolare: per un rapido sollievo, massaggiare con l’unguento laurico le parti affette dai dolori reumatici.
Bagno tonificante: per godere di un bagno profumato, deodorante e stimolante, versare il decotto di foglie nell’acqua calda della vasca da bagno, restare immersi almeno 15’, frizionare il corpo e infine fare una doccia tiepido-fredda e asciugarsi con un asciugamano ruvido.
Pediluvio: versare il decotto di foglie in un catino con acqua calda e immergervi i piedi per almeno 10 minuti. Va bene per piedi maleodoranti, stanchi e con sudorazione eccessiva.
Azione epitelifera: i fitoestratti stimolano la proliferazione dell’epitelio a seguito di lesioni e irritazioni della cute e si oppongono ai processi degenerativi a carico dell’epitelio di qualsiasi distretto (Lisetta Landoni). Infuso decotto delle foglie soprattutto in cataplasmi.
Antisettico respiratorio: per via inalatoria si utilizzano 10-15 gocce di O.E. in mezzo litro di acqua calda.

USO GASTRONOMICO
Le foglie di alloro aggiunte ai cibi hanno proprietà stimolanti la digestione, eupeptiche, carminative. E’ utile per es. a fine cottura dei legumi, aggiungere un po’ di foglie di alloro.
L’A. si usa anche come antiparassitario naturale contro gli insetti dai cereali e dai legumi; basta mettere qualche foglia nei contenitori di vetro.esercita inoltre un effetto repellente, per via del cineolo, sugli scrafaggi, a tal scopo spargere alcune foglie sbriciolate attorno agli armadietti della cucina.